Vai al contenuto

Menu principale
  • ATTUALITA’
  • DIOCESI
  • VENEZIA
  • MESTRE
  • LITORALE
    • Jesolo
    • Caorle
    • Eraclea
    • Cavallino-Treporti
  • RIVIERA
  • Cultura
  • ECONOMIA
  • Sport
  • INFO
    • Chi Siamo
    • Contatti
    • Pubblicità
    • Archivio
  • ABBONATI
  • VISITA PASTORALE
    • VP – Jesolo Lido
    • VP – Cavallino Treporti
    • VP – Jesolo Paese
    • VP – Quarto d’Altino
    • VP – Venezia
    • VP – Caorle
    • VP – Gambarare
    • VP – Mestre
  • LIBRI
Abbonati
  • Home
  • EDITORIALE
  • Giorni dedicati alla vita e alla morte
  • EDITORIALE
  • GVFOCUS

Giorni dedicati alla vita e alla morte

gente veneta 31 Ottobre 2023 5 minuti letti
2 visualizzazioni
Schermata 2023-10-31 alle 11.22.52

C’è un fenomeno, annoverato tra le dinamiche culturali, che prende il nome di deculturazione. Si tratta della perdita di un dato, un’esperienza, una pratica di rilevanza culturale, spesso a vantaggio di qualcosa che va a sostituirvisi: deculturazione per sostituzione.

Tale forma par bene attagliarsi a quanto sta da anni accadendo a riguardo dei festeggiamenti di Halloween, ricorrenza sulla quale le posizioni, anche internamente alla Chiesa, paiono assai diversificate, dal rifiuto e opposizione radicale alla remissiva accoglienza e addirittura promozione, in rapporto a disposizioni diverse, dalla sopravvalutazione di questo tipo di festeggiamenti alla loro sottovalutazione.

Non è, qui, in questione, la demonizzazione di Halloween e la sua sbrigativa ascrizione nell’ambito dell’occultismo (anche se non se ne può certo escludere, in determinati contesti, tale potenzialità), o la sua derubricazione a fenomeno puramente commerciale. Non è neppure in questione l’origine notoriamente cristiana della ricorrenza, percepibile sin nell’originaria denominazione di All Hallows’ Eve, “Vigilia di Ognissanti”.

Ciò che è in questione è la sua evoluzione al presente, la forma in cui attualmente figura e la simbolica che pone in atto. È qui che va giocata la partita, che va seriamente posta la domanda sul suo valore o disvalore.

Se è vero, infatti, che il fenomeno, introdotto in tempi relativamente recenti in Italia, pare essersi diffuso grazie ad una sua rapida strumentalizzazione commerciale, la forma che ha assunto, in forza anche della moltiplicazione dell’apparato di tutto quello che vi poteva essere costruito e sfruttato intorno, è quella di un’occasione variamente ludico-ricreativa, per lo più per bambini e adolescenti, la cui specificità sta nel carattere evocativo di quanto ha a che fare con la morte e l’oltretomba, in una trascrizione simbolica che mette in campo, con varie soluzioni – dalle più romanticamente “gotiche” alle più marcatamente tetre e macabre –, la realtà della morte e del regno delle tenebre, rappresentata nella sua negatività, eppure esorcizzata attraverso la conversione ludica e grottesca di quanto nella comune esperienza umana costituirebbe altrimenti motivo di disperazione. In fondo, è una visione nichilista, che veste a pennello il vuoto del secolarismo postmoderno, quella soggiacente alla celebrazione di Halloween nelle forme presenti. E della morte come questione insoluta, o che si è rinunciato a pensare nella luce del Risorto. Una visione di negatività radicale (il nichilismo è la persuasione che nulla – nihil – valga e abbia un senso ultimo e stabile) sull’esperienza di più acuta negatività della vita umana: l’annientamento proprio e, con sé, dell’intero proprio orizzonte fenomenico ed esperienziale.

Ora, il senso della morte, il modo in cui la consideriamo (o non la consideriamo, la rimuoviamo, ne rifuggiamo il pensiero) inevitabilmente retroillumina il senso della vita. Colora, curva, ridisegna il vissuto dell’intero arco della nostra esistenza. Che assume un significato profondamente diverso in rapporto a come è pensato quell’ultimo atto che ne sigilla il corso.

Perveniamo così a quanto inizialmente accennato sulla deculturazione. Il problema principale di Halloween è, col suo collocarsi a ridosso delle celebrazioni dei Santi e dei Defunti, di porsi in sostituzione – giocando per di più d’anticipo, col massimo effetto diversivo – al vissuto cristiano di questi due preziosissimi e intensi momenti celebrativi dell’Anno liturgico. Che anziché sciupati e dispersi attraverso un fattore di diversione e distorsione come questo – ed è assai triste vedere con quanta cedevole superficialità e inconsapevolezza – andrebbero invece riscoperti nella loro luminosa bellezza.

Prima i Santi. E vengono a mente quelle figurazioni del Paradiso che sono autentici caleidoscopi di colori. La santità è incantevole policromia di vita, di vita piena e compiuta nella straordinaria varietà di condizioni e carismi ab aeterno pensati e amati nel Verbo. E c’è una sfumatura di colore per ciascuno di noi, che dovremmo osare, per la nostra esistenza. E a seguire, i Morti. E non in astratto. I nostri defunti, le tante persone, congiunti, amici, conoscenti, che ci hanno preceduto e per i quali possiamo sperare e implorare alla misericordia di Dio quello stesso esito di vita eterna celebrata, il giorno prima, nei Santi. E noi, noi stessi, infine. A saperci pensare e vedere, e sperare, in quella stessa scia di luce, in quella vocazione all’eternità. O aeterna veritas et vera caritas et cara aeternitas! (Conf., 7,10,16). Una grande celebrazione della vita, dunque, in una continuità comunionale di vivi che traguardano i loro cari defunti nella luce dei Santi.

Cogliere, allora, a partire dalle celebrazioni liturgiche, quei giorni nella loro densità, e riservarci il tempo opportuno per una visita, non frettolosa, possibilmente in famiglia, al Cimitero, presso le sepolture dei molti che hanno variamente segnato il corso della nostra esistenza. Farne uno spazio di silenzio, e nel silenzio, di pensiero, e nel pensiero, di preghiera. E lì educarci, ed educare, anche attraverso questo piccolo gesto, alla memoria, e nella memoria, alla gratitudine. E saperla rivolgere, memori della nostra finitezza, maestra di umiltà, ai vivi ai quali ancora ci accompagniamo in questo pellegrinaggio terreno.

Alberto Peratoner

Autore

  • gente veneta
    gente veneta
    Visualizza tutti gli articoli

Informazioni sull'autore

gente veneta

Visualizza tutti gli articoli
  • EDITORIALE
  • GVFOCUS

Navigazione articolo

Precedente: La peregrinatio corporis di Pio X a Venezia: si è fatta memoria del coraggio di un santo
Successivo: Malcontenta, la testimonianza di Riccardo Friede del Caritas Baby Hospital di Betlemme: «Curiamo insieme bimbi israeliani e palestinesi»

Altri post dell'autore

Fattorie didattiche: Veneto da primato web fattorie

Fattorie didattiche: Veneto da primato

5 Giugno 2026 3
A Venezia, 70 anni fa, si gettavano le basi dell’Europa unita: percorso non ancora concluso Screenshot

A Venezia, 70 anni fa, si gettavano le basi dell’Europa unita: percorso non ancora concluso

26 Maggio 2026 2
Venezia, Salone Nautico: l’Its Marco Polo con un simulatore di conduzione navale  Venezia, Salone Nautico: l’Its Marco Polo con un simulatore di conduzione navale 

Venezia, Salone Nautico: l’Its Marco Polo con un simulatore di conduzione navale 

26 Maggio 2026 3
Venezia: il 3 giugno Federico Rampini presenta il suo nuovo libro Pane e cannoni Screenshot

Venezia: il 3 giugno Federico Rampini presenta il suo nuovo libro Pane e cannoni

26 Maggio 2026 4

Storie correlate

pnone1-uno
4 minuti letti
  • Centro Storico
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

gvonline 26 Luglio 2026 3
mes1-avis
3 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

gvonline 26 Luglio 2026 3
primma-quadrata-bis
2 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

gvonline 25 Luglio 2026 3
cult1-giramondo-vertic-bis
5 minuti letti
  • ATTUALITA'
  • GVFOCUS

Dario Codato: «In 17 mesi e con 17mila euro il mio giro del pianeta»

gvonline 25 Luglio 2026 3
web-impianti
5 minuti letti
  • GVFOCUS
  • VENEZIA

Aria condizionata a Venezia? Non sempre si può

gvonline 25 Luglio 2026 4
dioc3-carcere
5 minuti letti
  • DIOCESI
  • GVFOCUS

L’invito del Patriarca: la pastorale del carcere diventi servizio stabile della Chiesa veneziana

gvonline 24 Luglio 2026 4

Di tendenza adesso

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3 alilagina-rosa 1

Mobilità lagunare: la Linea Rosa a quota 180 abbonati convenzionati con l’Ulss 3

27 Luglio 2026 3
Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine» pnone1-uno 2

Venezia, l’infermiere di quartiere e i grandi anziani: «I problemi? Case torride e solitudine»

26 Luglio 2026 3
Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena mes1-avis 3

Lavori di pubblica utilità in Avis Venezia: i 14 casi del progetto che trasforma la pena

26 Luglio 2026 3
Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila primma-quadrata-bis 4

Over 90 nel Comune di Venezia, mai così tanti: sono 5mila

25 Luglio 2026 3
    Copyright 2020 CID Srl - P.Iva 02341300271 - Gente Veneta non è responsabile dei contenuti dei siti esterni eventualmente collegati. Gente Veneta percepisce i contributi pubblici all’editoria.