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Adolescenti e giovani del Nordest poco attenti al cibo bio, ma grandi utilizzatori di bus pubblici: indagine Iusve sugli stili di vita

giorgiomalavasi 30 Gennaio 2021 4 minuti letti
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cibo biologico

Nove su dieci fanno la raccolta differenziata, spengono la luce quando escono di casa, cercano di riciclare e di sprecare meno acqua possibile. Ma anche: una percentuale variabile tra il 40% (al Nord) e il 60% (al Sud) di giovani tra i 14 e i 18 anni cerca di acquistare il cibo biologico; di questi più della metà opta per frutta e verdura. E se l’auto privata domina gli spostamenti dei 19-29enni (con il 36,8%), i più giovani segnalano invece soprattutto altre forme di mobilità alternativa (a piedi si muove il 23,7% dei quattordici-diciottenni, con l’autobus il 15,1% ma solo il 3% in treno).

I ragazzi e i giovani adulti italiani insomma sembrano attenti agli stili di vita consapevoli. E’ questo che emerge da una ricerca dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia ha approfondito mediante una rilevazione campionaria affidata alla società Demetra. L’indagine s’inserisce nel progetto “Ecologia integrale e nuovi stili di vita”, in cui la prima annualità di progetto era dedicata proprio al “vedere”.
Sono stati raggiunti due campioni rappresentativi di giovani italiani: il primo ha coinvolto 1.821 14-18enni frequentanti la scuola secondaria di secondo grado, il secondo 1.523 giovani adulti 19-29enni.

«Come Università abbiamo fatto nostro e accolto l’accorato appello di Papa Francesco rivolto a tutto il mondo con l’enciclica Laudato si’, a custodire e prendersi cura della nostra casa comune, la terra», spiega Nicola Giacopini, direttore di IUSVE. «Il primo passo scientifico per rispondere alla sfida ambientale è rilevare, dare ascolto, vedere e capire in profondità le conoscenze, le opinioni, ma anche gli atteggiamenti e le pratiche quotidiane in particolare degli adolescenti e dei giovani, veri apripista e portavoce sociali. Solo così si potranno poi fornire interpretazioni, valutazioni e attivare percorsi e pratiche trasformative comuni. Siamo pienamente nel solco di una tradizione scientifica, culturale e pedagogica delle Università salesiane, interessate a far emergere, studiare e valorizzare il contributo generativo dei giovani a tutta la società. Questa importante ricerca nazionale sulle rappresentazioni sociali degli adolescenti e dei giovani sulle tematiche ambientali si inserisce all’interno di una serie di eventi, di progetti, di pratiche trasformative per far crescere una cultura e una società sostenibile ed inclusiva. Le tematiche ambientali sono infatti inscindibilmente connesse con quelle sociali, economiche, culturali ed educative».

Il confronto tra 14-18enni e 19-29enni vede una quota sensibilmente più ampia di giovani adulti dichiarare d’informarsi sui temi ambientali: “molto” nel 21,8% dei casi e “abbastanza” per il 59,8% dei rispondenti, contro il 17,4% e il 45,1% dei primi. Tali differenze si confermano anche in relazione ai canali informativi utilizzati.

Osservando quanto essi siano diversificati o polarizzati, si riscontra come Internet sia dichiarato quale fonte informativa privilegiata dal 40,9% dei 19-29enni (contro il 27,7% dei quattordici-diciottenni), mentre tra i più giovani i social network raggiungono il 25,3% delle risposte, rispetto al 14,1% dei 19-29enni.
Va inoltre notato come per entrambe le coorti la televisione osservi un ruolo tutt’altro che marginale, con il 30,7% delle risposte tra i 14-18enni e il 25,0% tra i 19-29enni.
A fronte di un dibattito pubblico sul ruolo del “sapere esperto”, che con il Covid 19 si è riacceso, si nota una convergenza pressoché univoca in merito ai pareri ritenuti più importanti sulle questioni ambientali: gli “esperti” sono considerati centrali sia per gli adolescenti (81,5% di risposte) che per i giovani adulti (79,0%), con un rilievo prevedibilmente più marginale per figure di natura informale (come familiari, amici e conoscenti).

L’indagine restituisce delle differenze anche tra le varie parti d’Italia. Sebbene con scostamenti meno ampi rispetto a quelli rilevati per età, si segnalano alcune disaggregazioni interessanti anche sul versante territoriale: ad esempio tra i più giovani (14-18enni), si evidenzia un maggiore utilizzo dell’autobus nel Nord Est, che raggiunge il 31,9%, contro valori non superiori al 18,0% per tutte le altre aree.
Per contro, i giovani adulti 19-29enni del Nord Est e quelli del Centro sono quelli che vedono il maggiore utilizzo dell’auto privata rispetto ai coetanei delle altre aree, rispettivamente con il 42,9% e il 46,1% delle risposte.
Degna d’attenzione è la differenza che separa i 14-18enni del Nord Est rispetto ai coetanei delle altre macro-aree: mentre tra questi ultimi il consumo di cibo biologico è trasversalmente prossimo al 60,0% (modalità “molto” + “abbastanza”), tale valore scende molto più in basso (fino al 43,6%) tra i primi.
Simile differenza non si ritrova tra i giovani adulti, dove i dati di confronto con le altre macroaree territoriali sono molto più allineati.

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